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Geologia

di Martedì, 03 Giugno 2014 - Ultima modifica: Giovedì, 24 Luglio 2014

Geologia del territorio del Comune di Mazzin

  1. Inquadramento geomorfologico
  2. Successione stratigrafica
  3. Mappa litologica

 1. Inquadramento geomorfologico

Il territorio del Comune di Mazzin si estende dal fondovalle del T. Avisio sino alle vette del complesso dolomitico (Catinaccio d'Antermoia) e comprende dei rilievi montuosi che contornano tale complesso. Tra le vette principali si ricordano: M. Ponjin, Mantel, Polenton, Col Bel.

La valle principale è la Val di Fassa solcata dal sopraccitato Torrente Avisio. Questo corso d'acqua, raccoglie nel territorio comunale le acque dei torrenti minori che solcano i rilievi ed i pendii presenti sia sulla destra che sulla sinistra idrografica. In particolare si ricordano in destra idrografica il Ruf de Vanoi che scorre nell'omonima valle e che attraversa l'abitato di Mazzin, il Ruf de Dona (Val di Dona) che lambisce l'abitato di Campestrin ed il Rio Striglia; tra i corsi minori che scorrono in sinistra idrografica si ricorda il Ruf de Ciariadoi.

Tutto il passato geologico ha concorso alla configurazione morfologica del paesaggio, anche se l'impronta determinante si è originata a partire dagli eventi collegati all'orogenesi alpina.

La diversità poi, dei litotipi presenti con il loro diverso comportamento alla "fatica" (glaciazioni, cicli gelo-disgelo, escursioni termiche ecc.), le dislocazioni tettoniche, le azioni legate alla forza di gravità, quelle legate all'erosione, al trasporto e alla sedimentazione ad opera dei corsi d'acqua nonché le azioni antropiche hanno concorso alla realtà morfologica attuale.

Forme e depositi ereditate dal passato sono quelle legate alle glaciazioni, che hanno interessato il territorio e più in generale le vallate alpine con diverse fasi di avanzata e di ritiro. Tipiche forme legate all'azione glaciale sono i cordoni morenici e le rocce montonate.

Altre forme presenti e tuttora attive sono i conoidi. Allo sbocco nella valle principale, i corsi d'acqua minori depositano i sedimenti trasportati secondo una morfologia a cono la cui pendenza e forma superficiale è legata alla dinamica di trasporto avvenuta. Si distinguono quindi conoidi legati a movimenti prevalentemente di trasporto in massa e conoidi la cui dinamica di trasporto è principalmente legata alla capacità di trasporto dell'acqua.

La genesi dei primi è dovuta ad eventi parossistici di precipitazione accompagnati dalla presenza tra i detriti di una percentuale di fango tale da conferire una certa plasticità alla massa in movimento con possibilità di trasporto di massi di grosse dimensioni non trasportabili con una normale dinamica fluvio-torrentizia.

2. Successione stratigrafica

La successione stratigrafica semplificata del territorio compreso all'interno del Comune di Mazzin è la seguente ordinata a partire dalle unità più antiche:

Unità clastico-evaporitica:

Tale unità incompetente (o molto deformabile) comprende nell'area d'interesse la Formazione a Bellerophon e la Formazione di Werfen.

Formazione a Bellerophon (Turingiano): la parte inferiore è evaporitica, con dolomie cariate, gessi e argille. La parte superiore è rappresentata da una facies che continua l'ambiente evaporitico della parte inferiore ("facies fiammazza"), con dolomie polverulente e cariate, ad intercalazioni gessose ed argillose.

Formazione di Werfen (Scitico): è costituita da un insieme di membri ed orizzonti ben caratterizzati e delimitati nettamente da brusche variazioni litologiche, distribuiti su una vasta area senza cambiamenti apprezzabili. L'ambiente deposizionale della Formazione di Werfen evolve da una piattaforma di tipo carbonatico alla base, talora con impedita circolazione ed instaurazione di ambienti evaporitici (Orizzonte di Andraz), ad una piattaforma con fondali terrigeni bassi ed estesi (Membro di Campil). Verso la fine ritorna la sedimentazione carbonatica sottile.

Prima unità carbonatica

Tale unità competente (o poco deformabile) comprende nell'area d'interesse la Dolomia dello Sciliar inferiore (Ladinico inferiore) che costituisce l'ossatura del Gruppo del Catinaccio ed il nucleo dei gruppi dolomitici del Sassolungo e del Sella e dà luogo ad un corpo carbonatico con potenza rapidamente variabile da 800 a 1000 m in un area relativamente limitata. È una dolomia microgranulare, porosa, notevolmente pura, dolomitizzata in fase diagenetica tardiva (D. Rossi, 1967a).

Vi sono spesso segni della giacitura originaria con inclinazioni fino a 30° ("Uebergusshichtung" di MOJSISOVICS).

Gli edifici carbonatici si sono sviluppati verso l'alto e lateralmente da un primo nucleo contemporaneo ai primi sedimenti di Livinallongo.

Lungo le successive scarpate di raccordo tra il corpo carbonatico ed i sedimenti di Livinallongo rotolavano detriti carbonatici angolosi, strappati dalla sommità dell'edificio. Gli edifici carbonatici nel loro sviluppo raggiunsero una potenza di 800-1000 m, mentre la Formazione di Livinallongo non ha superato il centinaio di metri. La differenza tra questi spessori ci indica l'entità della sopraelevazione dell'edificio sui fondali circostanti.

Prima unità carbonatica stratificata

Tale unità incompetente (o molto deformabile) comprende nell'area d'interesse la Formazione di Livinallongo (Ladinico inferiore) costituita da un complesso di strati relativamente unitario, intercalato fra Dolomia del Serla al letto e Dolomia dello Sciliar Inferiore oppure le vulcaniti, al tetto.

Le facies più rappresentative si possono riunire in quattro gruppi principali (D. Rossi, 1964, 1965).

Il primo gruppo è dato da una serie di ritmiti silicee e siliceo-calcaree a radiolari e prevale nella parte inferiore.

Il secondo gruppo, è quello dei calcari nodulari costituenti soprattutto la parte mediana: ritmiti calcareo-silicee, con intercalazioni, lenti o noduli di calcari micritici, con lamellibranchi a guscio sottile.

Al terzo gruppo, appartengono i calcari laminati, litologicamente simili ai calcari nodulari salvo l'assenza delle nodulosità e della silice. Prevalgono nella parte alta.

Il quarto gruppo è costituito da una tufite sialica (ricca in silice) denominata "Pietra verde":

I macrofossili sono scarsi. Localmente possono assumere importanza i Lamellibranchi col genere Daonella (D. taramelli MOJS., D. Badiotica MOJS., ecc.) ed i cefalopodi (Protrachyceras curioniiMOJS., P. reitzi BOECHK, Arpadites arpadis MOJS., Proarcestes trompianus MOJS., ecc.).

La formazione si è deposta in bacini racchiusi tra corpi carbonatici di mare sottile in via di sviluppo; la profondità dei bacini è andata gradualmente aumentando nel Ladinico inferiore, fino a raggiungere il suo massimo verso la fine del piano.

Complesso eruttivo metamorfico (Trias Medio)

L'area compresa nel Comune di Mazzin e più in generale nel Foglio Marmolada a Scala 1:50.000 viene a cadere all'interno della regione in cui affiora il distretto vulcanico medio-triassico delle Dolomiti, che rappresenta la parte principale del complesso eruttivo triassico della Regione Alpina.

Questo distretto vulcanico si estende, oltre i limiti del foglio sopra citato, un po’ ad Ovest e a Nord (Alpe di Siusi, M. Sciliar, alta Val Badia) e soprattutto a Est (Dolomiti Orientali) e a Sud (Monzoni, dintorni di Moena e Predazzo e fianchi settentrionali del Gruppo delle Pale di S. Martino).

Entro l'area d'interesse sono presenti esclusivamente prodotti vulcanici (eruttivi) suddivisibili in due gruppi in funzione dell'età e dei caratteri petrochimici.

L'ambiente di eruzione è submarino, deducibile dai caratteri strutturali (strutture a pillow, ialoclastiche, tufitiche) e dai rapporti di giacitura con le rocce sedimentarie.

Conglomerato della Marmolada (Trias Medio)

La tessitura prevalente è quella di un'arenaria, a granuli in netta prevalenza di origine vulcanica, inglobante ciottoli da subarrotondati ad arrotondati di lava.

La matrice arenacea è, almeno in parte, di origine ialoclastitica, molto probabilmente del tipo che deriva da croste di pillows. Anche i ciottoli sembrano, almeno in buona parte, derivare da pillows.

Depositi detritici, alluvionali e glaciali indistinti (Quaternario)

Rappresentano i depositi, per gran parte sciolti, nei quali sono più evidenti ed incisive le azioni dinamiche naturali di erosione, trasporto e sedimentazione.

Depositi legati all'azione della forza di gravità e presenti nel territorio comunale sono rappresentati dalle frane e dalle falde detritiche, queste ultime distribuite lungo la base delle pareti rocciose.

Legati alla dinamica di trasporto fluviale e torrentizio, sono i depositi alluvionali distribuiti lungo il fondovalle dell'Avisio e lungo le aste torrentizie minori.

I depositi glaciali, presenti nel territorio comunale, sono costituiti da sedimenti eterogenei per composizione e dimensione granulometrica.

3. Mappa Litologica

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