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Il Territorio

Le Vivane

di Martedì, 03 Giugno 2014

Le vivane corrispondono alle "salige Fraulein", sono ben disposte nei confronti degli uomini e cercano di aiutarli in tutti i modi. Di solito abitano nei boschi, a volte vicino ai ruscelli. Nei boschi si costruiscono grotte nella roccia come quelle che si possono vedere fra Vee e Lavazei sulla strada per Dona. Le vivane di "Pian delle Arboline", di "Pian delle Varele", di "Pradél" e di "Freinella" venivano spesso nell'osteria, a "Pecè" per ballare fino all'alba con i giovanotti. Per il viaggio si portavano una manciata di "biscòt", cioè foglie di rape bianche, che tagliate e fatte scottare nell'acqua bollente, venivano poi messe a fermentare nei tini come i crauti. Le vivane sono donne molto belle, quasi trasparenti e leggere che vivranno finché vivrà il mondo e hanno la capacità di predire il futuro. Le civette, di cui sanno capire il linguaggio, portano loro notizie da tutto il mondo.

La leggenda di Taratà e Taraton

Il nome che un maso di Mazzín ancora oggi porta, Vivan,ricorda un fatto accaduto in quel luogo. In questa casa molti, molti anni fa vivevano felici un contadino e sua moglie di nome Maria. In autunno l'uomo andò col carro nel vicino bosco a "Ices" per portare a casa un carico di legna. Sulla via del ritorno si accorse con stupore che i buoi faticavano molto a tirare il carro che pure non era sovraccarico. Improvvisamente vicino al ponte dell'Avisio il carro sembrò diventare più leggero e i buoi riuscivano a tirarlo senza difficoltà. La cosa si ripeté il giorno seguente e l'altro ancora, così l'uomo cominciò a insospettirsi e raccontò il fatto a sua moglie. Maria andò a chieder consiglio a una vicina e questa le disse di chiamarla all'indomani mattina prima che il carro partisse e avrebbe provveduto lei. Il Il giorno seguente la vicina venne e benedì due fagioli, uno bianco e uno grigio, poi diede il fagiolo bianco al bue bianco dicendo:"Bel bue bianco, eccoti un fagiolo bianco e in cambio riporta a casa tutto quello che c'è sul carro." Al bue grigio diede il fagiolo grigio e disse le stesse parole. Poi il contadino andò nel bosco. Sulla via dei ritorno qualcuno salì sul carro, ma il contadino non riuscì a vedere nessuno e quando giunse al ponte sull'Avisio il carico non si alleggerì e i buoi dovettero faticare fino a casa, dove dal carro scese una bella vivana. La vivana rimase molti anni a servizio nella casa dei contadino facendo molto bene tutti i lavori di casa con gran soddisfazione della padrona. Venne però un giorno in cui la vivana se ne andò: ecco come successe. Erano passati molti anni dal giorno in cui la vivana era entrata nella casa dei contadino, quando questi un giorno, mentre scendeva nella Bassa Val di Fassa, arrivato alla località Ramons sentì nel bosco una voce roca che gridava: "O Taratà, vieni subito perché Taraton è morto." Tornato a casa il contadino raccontò tutto alla moglie; la serva che era presente, cominciò allora a piangere e disse: "Ora devo tornare dai miei. 0 caro Taraton, dove sei mai!" Detto questo sparì per sempre.

Nota a "Taratà e Taraton" Questa leggenda si trova in una versione analoga, con qualche modificazione secondaria, in Schneller (Marchen und Sagen, p. 217); i nomi citati sono peraltro: "Tarandina" e "Tarandone". In Alton (pp. 121 ss.) la leggenda è presente in una versione conforme fin nei minimi particolari; egli la colloca dei resto in Fassa. Anche Hórmann la racconta in modo identico, ma solo fino al punto dove è catturata la "Salige"; il racconto prosegue invece seguendo il modello del matrimonio con una donna-fata, con il solito scioglimento del matrimonio a causa del mancato rispetto delle condizioni fissate. Hórmann aggiunge d'altra parte un brano in cui la "Salige" è richiamata a casa, usando i nomi "Taratta" e "Taratong"(Mythologische Beitrdge, pp. 216 s.). Questo motivo dei richiamo è diffuso in tutta l'Europa, con una frequenza particolarmente elevata in Tirolo (inclusa la zona alpina adiacente): cfr. Zingerle, SA 1859, pp. 25 ss.; SA 1891, pp. 45 ss.; Heyl, pp. 166 s., 273 s., 406 s., 520 s.; sulla diffusione dei motivo cfr. Vonbun/Beiti, pp. 206 ss. Il testo tratto dal dattiloscritto ladino è una curiosa mescolanza fra i motivi:dei matrimonio con una donna-fata e la "Heimrufung"; lo stesso tipo di sovrapposizione che incontriamo in Hbrmann. Il detto dei capelli curati ricompare spesso nelle leggende delle Vivane (cfr.! la leggenda delle "Vivane e la lavadora"); la variante con la "Salige", che prima di scomparire definitivamente dal mondo umano lascia doni magici obuoni consigli, è altrettanto diffusa.

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