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Il Territorio

Leggende sulla chiesa di Santa Giuliana

di Martedì, 03 Giugno 2014

I Fassani, come gli abitanti della Val Gardena, della Val di Fiemme, della Val d'Ega, di Tires e dei paesi sulla montagna fra Nova Levante ed Egna, dovettero subire continui attacchi dai popoli confinanti e i Fassani in modo particolare dai Trevisani, Bellunesi e Feltrini. E' quindi naturale che gli abitanti di queste valli si fossero uniti in una lega per la protezione e la difesa dei loro territori.

Dei frequenti e sanguinosi scontri fra Fassani e Trevisani sono testimonianza i nomi «trevisan» che ancora oggi caratterizzano pianori, prati e boschi, come ad esempio Ciamp Trevisan, Pian Trevisan ecc. Una leggenda ricollega a queste aggressioni anche l'origine della chiesa di S. Giuliana. I Fassani e i loro alleati, attaccati dai Trevisani, fecero voto a S. Giuliana, la patrona dei combattenti fassani, di far costruire una chiesa in suo onore, se avessero vinto. Tornati vincitori dalla battaglia, non riuscirono però a mettersi d'accordo sul luogo in cui edificare la chiesa. I Tedeschi volevano costruirla a «Pianaz», i Fassani invece a «Larcioné.» Nell'assemblea comune per decidere in proposito, i Tedeschi erano la Maggioranza per cui i Fassani dovettero cedere. Si cominciò la costruzione, ma i muri, appena furono ad altezza d'uomo, caddero e poiché la cosa si ripeté più volte, i Tedeschi predisposero dei turni per scoprire chi abbatteva le mura. Avendo dovuto constatare che il fatto non era opera umana, riconobbero in esso un segno divino: a S. Giuliana quel posto non era gradito. Questo luogo si chiama ancor oggi «Pian» o «Poz de Senta Uljana» e lì si dovrebbero ancora trovare sotterrate le fondamenta della chiesa. Secondo un'altra versione invece i carpentieri si sarebbero ripetutarnente feriti e dei corvi avrebbero portato i pezzi di legno insanguinati proprio nel posto in cui oggi sorge la chiesa di S. Giuliana. I Tedeschi riconosciuta la superiore volontà divina contraria alla chiesa a «Pian de Senta Uljana», si radunarono nuovamente in assemblea con i Ladini. Secondo il consiglio di un anziano di Fassa si decise di costruire la chiesa nel luogo in cui si sarebbero fermati con il loro carro due giovani buoi che non avevano ancora portato il giogo. Tutti furono d'accordo e si passò quindi all'attuazione: i giovani buoi si fermarono proprio nel luogo in cui ora sorge la chiesa e dove una volta si trovava il castello. La tradizione non ci parla dell'anno in cui l'opera fu iniziata, ci dice però che i Fassani e i loro alleati lavorano notte e giorno e che, per trasportare la sabbia per l'edificio dal «Ruf de la ljeíia», oltre a tutti i carri dei Fassani, furono impiegati altri trenta carri degli alleati e che la costruzione fu terminata in breve tempo.

Origine del "Bus de St. Uljana

L'amore della santa per questa chiesa è testimoniato dal fatto che S. Giuliana lasciò il cielo e venne ad abitarvi per un certo periodo, dando tanto buon esempio ai Fassani che nessuno di loro andava più all'inferno. Questo fatto diede fastidio al diavolo che venne sulla terra e si recò in Val di Fassa. La gente della valle si trovava in quel momento proprio nella chiesa e il diavolo si appostò per chiarire la causa dei cattivo andamento dei suoi affari. Capì tutto, quando vide uscire dalla chiesa S. Giuliana; allora le si avvicinò e tentò con ogni tipo di promessa di farla allontanare da Dio, ma la santa fece fronte alle lusinghe e in nome di Dio gli comandò di andarsene. Irato per la sconfitta, il diavolo se ne andò trapassando la roccia di Vael e lasciando nella parete rocciosa una profonda fenditura, visibile ancor oggi, chiamata «Bus de Sent'Uljana.» Per aver vinto il demonio, S. Giuliana viene rappresentata oggi con un diavolo alla catena.

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