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Il Territorio

Preistoria

di Venerdì, 30 Maggio 2014

Il problema della datazione dei primi insediamenti stabili in Val di Fassa è rimasto fino a pochi anni orsono aperto argomento di discussione.La mancanza di reperti archeologia e di documentazioni anteriori all' epoca medioevale ha portato le tesi degli studiosi a conclusioni divergenti riguardo alla presunta epoca di colonizzazione dei territorio. 

Alcuni studiosi hanno fatto risalire alla preistoria i primi insediamenti in valle, a sostegno della tesi di una diretta discendenza delle popolazioni ladine, quindi anche dei Fassani dai "rezi", abitatori delle alpi nell'età dei ferro. Il glottologo di fama internazionale Carlo Battisti si interessò delle popolazioni delle valli ladine-dolomitiche in margine ai suoi studi sulla romanità delle valli altoatesine. Di conseguenza egli formulò la tesi da altri condivisa della colonizzazione tardo medievale, avvenuta per opera di contadini e pastori altoatesini dipendenti dal Vescovo di Bressanone e dal Convento di Novacella entrati in valle attraverso i passi di Carezza e Duron, senza portare prove documentarie in proposito, ma avvalendosi unicamente di prove negative quali:

  • la differenza linguistica tra le attigue Valli di Fiemme e di Fassa, quindi un'improbabile fusione delle due popolazioni;
  • la mancanza di documentazioni e reperti archeologia anteriori all'epoca medievale;
  • la mancanza dei prediali romani;
  • l'ostacolo della "chiusa di Mezzavalle" che impediva il passaggio, quindi ogni forma di comunicazione fra le valli di Fiemme e Fassa. P.

 Il "Pian dei Crepei" è un piccolo pianoro  di origine vulcanica situato sopra Campitello. Qui il ritrovamento e gli scavi sono stati minori, anche perché il terreno è stato dissodato e coltivato in epoche successive; è stato identificato il muro di cinta perimetrale e rinvenuti alcuni frammenti di oggetti di uso comune. P.F. Ghetta presume l'esistenza di altri insediamento, aventil e medesime caratteristiche ambientali dei suddetti e in base ad una ricerca da lui stesso condotta sono state identificate alcune località probabilmente abitate in epoca preistorica.Tali sono: "Barcia Veia" sopra Fontanazzo, "Ple" sopra Campestrin, "Pian de Scofa" sopra Mazzin e "Pra Repe" sopraPera. Un centro importante, un vero e propria castelliere retico, si trovava probabilmente sopra Vigo di Fassa, in prossimità della Chiesa di S. Giuliana in località detta anticamente"Ciamp Pian dal Solar" e ricordata tuttoggi dal toponimo"Ciaslir". Fino ad ora non sono stati eseguiti dei sondaggi, ma prove valide a testimonianza dell'esistenza di questo antico insediamento fortificato sono lo stesso toponimo "Ciaslir" che ne richiama l'origine e la vicinanza con il centro di Vigo (numerosi sono i "Vigo" nel Trentino in corrispondenza dei quali sono stati rinvenuti antichi castellieri retici). L'epoca, il IV secolo a.C., a cui risalgono le prime forme di insediamenti umani in valle, si può identificare in gran parte all'arco alpino caratterizzata dal periodo retico. I "Rezi" antichi abitatori delle Alpi, erano portatori di una pro-pria cultura che probabilmente attinse alcuni elementi celti-ci, senza però che questi diventassero predominanti.Sorsero in questo periodo le prime forme di villaggio organizzato che si possono raggruppare in due categorie: i cosiddetti "castellieri", veri e propri centri fortificati, collocati in posizione dominante che rappresentavano i centri di maggior importanza; gli insediamento minori, non fortificati, ma anch'essi si-tuati in collina e sui fianchi delle montagne, più piccoli e più numerosi.Ogni valle aveva il proprio castelliere attorno al quale gravitavano i centri minori. Durante il periodo retico accanto alla pastorizia (che rimaneva l'attività principale soprattutto ad alta quota) sorse una prima forma di colonizzazione agricola. Furono stabiliti gradoni di cultura e le prime malghe, le capanne diventarono case. L'edilizia usava la pietra per le strutture dì base (che essendo la casa in costa doveva con-tenere le spinte dei terreno), e il legno per le sovrastrutture. La casa era seminterrata allo scopo di mantenere il calore e vi adduceva un corridoio a galleria. Gli stessi "porteghi" e gli androni di quasi tutte le valli trentine, gli stessi "masi" e le"baite da mont" non sono che l'evoluzione della preistorica casa retica.

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