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Il Territorio

XX Secolo

di Venerdì, 30 Maggio 2014

Il XX Secolo

La Valle di Fassa fu investita direttamente dalla prima guerra mondiale; era zona di confine e quindi fronte di combatti- mento. In seguito agli avvenimenti bellici fu annessa alla fine della guerra al Regno d'Italia. Dopo la seconda guerra mondiale gli avvenimenti storici e politici che hanno caratterizzato il XX secolo sono noti: con la legge costituzionale dei 26.2.1948 venne istituita la regio- ne Trentino-Alto Adige, con le province di Trento e Bolzano. La Valle di Fassa venne annessa alla provincia autonoma di Trento di cui tutt'oggi, come "comprensorio Cl 1 ", rappresenta una delle parti in cui è stato suddiviso il territorio provinciale. Il XX secolo, con le due guerre mondiali, la nuova civiltà dei consumi, il turismo, il boom economico degli anni 60, ha portato dei profondi cambiamenti culturali, economici e sociali nella struttura organizzativa della valle ladina di Fassa. Di conseguenza il tradizionale rapporto uomo-ambiente è stravolto radicalmente; il territorio e le sedi umane hanno subito degli sconvolgimento totali per cui oggi è difficile identificar- ne le matrici storiche. Verso la fine dell'800, primi '900, con l'esplosione dell'alpinismo e la nascita di un certo turismo di tipo pionieristico- esplorativo le Dolomiti furono una delle principali mete escursionistiche. Anche la Valle di Fassa fu coinvolta da questo fenomeno; la montagna si popolò di rifugi, si formarono corpi di guide alpine e portatori, si costruirono alberghi e locande. Queste prime forme di turismo,, a dimensione umana, ben si inserivano nel tessuto sociale locale, arricchendolo ed iniziando a stabilire con esso un proficuo dialogo, purtroppo bruscamente interrotto dalla prima guerra mondiale. Coi primo dopoguerra le condizioni economiche peggiorarono e le perdite belliche, unite ad una crescente emigrazione fecero segnalare un notevole calo demografico, dal 1900 al 1938 si passa da 5600 a 3800 unità! Con il boom economico degli anni '60 esplose nelle valli alpi- ne il turismo di massa, che divenne ben presto in Vai di Fassa, settore trainante dell'economia locale, basata fino ad allora sullo sfruttamento delle risorse naturali. Questo radicale cambiamento, accanto ad un maggior benessere per certi strati della popolazione locale, portò con sé alcuni elementi di una cultura che, prosperata in pochi de- cenni nelle grandi aree di sviluppo urbano all'insegna dei consumismo massificato, si impose violentemente su un sistema d'uso, consumi, valori, rapporti delle comunità e tradizioni, lentamente sedimentatosi in secoli di storia comune, esperienze e lavoro. Le forme espressive di tale sistema vennero alterate da una forma di cultura senza consistenza storica, e dalla corsa alla opulenza indotta dalla nuova ondata "turistica".Nei nuclei storici si trasformarono i manufatti tradizionali attraverso funzioni incompatibili con le originarie, si alterarono gli intorno territoriali con interventi anomali rispetto alle originarie configurazioni. Vecchi rustici, acquistati per pochi sol- di, vennero ricostruiti e agghindati con ornamenti di sapore folcloristico e ne vennero modificate le distribuzioni e funzioni interne. L'arredo urbano subì i medesimi sconvolgimento. Vennero adottate in centri rurali sistemazioni urbane, i percorsi viari vennero adattati alle nuove esigenze automobilistiche. I piani terra degli edifici, originariamente stalle e cantine, vennero sventrati per predisporre la sede di garages e negozi. Le aree ad uso agricolo che circondano i centri storici vennero sostituite dagli edifici di uso turistico previsti dalle nuove lottizzazioni che, sottraendo suolo produttivo disgregarono i supporti economici e culturali delle comunità locali. Il consumismo massificato, s'impose violentemente su un sistema d'uso, consumi, valori, rapporti delle comunità e tradizioni, lentamente sedimentatosi in secoli di storia comune, esperienze e lavoro. Le forme espressive di tale sistema furono alterate da una forma di cultura senza consistenza storica, e dalla corsa all'opulenza indotta dalla nuova ondata "turistica".Nei nuclei storici si trasformarono i manufatti tradizionali attraverso funzioni incompatibili con le originarie, si alterarono gli intorno territoriali con interventi anomali rispetto alle originarie configurazioni. Vecchi rustici, acquistati per pochi soldi, furono ricostruiti e agghindati con ornamenti di sapore folclorico e ne furono modificate le distribuzioni e funzioni interne. L'arredo urbano subì i medesimi sconvolgimenti. Furono adottate in centri rurali sistemazioni urbane, i percorsi viari furono adattati alle nuove esigenze automobilistiche. I piani terra degli edifici, originariamente stalle e cantine, fu sventrata per predisporre la sede di garages e negozi. Le aree ad uso agricolo che circondano i centri storici vennero istituiti dagli edifici di uso turistico previsti dalle nuove lottizzazioni che, sottraendo suolo produttivo disgregarono i supporti economici e culturali delle comunità locali.

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